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• IL PUNTO
Votiamo. Per l'Europa sociale e del lavoro

di Carlo Gerla segretario generale Cisl Milano Metropoli

Siamo alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Un appuntamento importante che non possiamo mancare e quindi facciamo appello ai nostri “cislini” di recarsi alle urne. Vogliamo una Unione europea in un mercato unico basato su cooperazione, solidarietà e giustizia sociale.

 

Una Unione in grado di competere nel mondo, con un modello economico e sociale sostenibile. Meritiamo tutti una Europa migliore per le persone e i lavoratori.

 Siamo di fronte a un crocevia, ci vuole più giustizia sociale

L’Unione si trova davanti a un crocevia: dovrà darsi un assetto e una forma per diventare più giusta e più sociale, oppure crollerà. Occorrono politiche diverse, regole diverse e una maggiore partecipazione dei cittadini, dei lavoratori e delle organizzazioni che li rappresentano. Com’è citato nell’articolo 2 dello Statuto della Cisl: “L’unione economica dei mercati come condizione per l’unione politica degli Stati”. La Cisl si ispirò alla dimensione europea fin dalla fondazione e dal primo congresso, nel 1950, con il suo convinto sostegno alla Ceca (Comunità europea del carbone e dell’acciaio) e ai Trattati di Roma, e ancora oggi mantiene intatta, nel travaglio irrisolto del nostro momento storico, la sua lungimiranza, il suo realismo, la sua capacità di indicare una prospettiva storica necessaria e vincente.

“L’Europa è nel dna della Cisl”

Non solo, la Cisl è stata fra le prime organizzazioni ad aderire alla Ces, la Confederazione europea dei sindacati costituitasi a Bruxelles nel 1973. L’Europa, quella di Spinelli, Colorni, Rossi, Adenauer, Schuman, De Gasperi, Delors, Langer, sostenuta anche da Pastore e Romani, rischia di naufragare sotto l’onda nazionalista, populista, xenofoba, alimentata anche dagli effetti dell’austerity. L’Europa che vogliamo è anche l’Europa delle periferie, dei comuni, della società civile e dei corpi intermedi, della cooperazione decentrata di comunità, della sostenibilità e della conoscenza, delle mobilità come opportunità e non come disperazione. Questi sono in parte i preziosi contenuti che la Cisl, la nostra confederazione, ha elaborato nell’importante manifesto dedicato agli “Stati Uniti d’Europa”.

“Solo il rilancio del pilastro sociale può contrastare i nazionalismi”

Il modello sociale europeo negli ultimi anni si è indebolito e in alcuni Paesi è stato addirittura smantellato. Invece va rilanciato e rafforzato, la dimensione sociale dell’Unione deve assumere la stessa importanza della governance economica. L’Unione deve fare sì che il pilastro europeo dei diritti sociali non sia una promessa vana. Lavoratori e cittadini hanno bisogno di proposte concrete, di provvedimenti che siano in grado di fare la differenza nella quotidianità, di migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro. Si devono garantire diritti adeguati a tutti in materia di lavoro, occupazione, disoccupazione e pensioni. Deve essere definita un’Agenda europea più equa in tema di immigrazione, incentrata su integrazione e uguaglianza. Le elezioni devono diventare l’occasione per rafforzare e rilanciare i valori europei di pace, democrazia e giustizia sociale. Bisogna riprendere quel cammino che i nostri padri avevano individuato e iniziato. E comunque - come hanno fatto Cgil, Cisl, Uil e Confindustria in un recente appello per l’Europa -, dobbiamo sempre ricordare che l’Unione, pur con i suoi errori e le sue fragilità, ha garantito a tutto il continente oltre 70 anni di pace, favorendo un progresso economico e sociale che non ha precedenti nella storia.

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