OLTRE 200 PROFESSIONISTI AL CONVEGNO UNISES
Piano Nazionale di Ammodernamento Urbanistico - Effetti sullo sviluppo economico e sull'occupazione nel paese Italia

Piano Nazionale di Ammodernamento Urbanistico - Effetti sullo sviluppo economico e sull'occupazione nel paese Italia, quali le proposte di Unises?

Sono stati oltre 200 i professionisti che hanno partecipato al convegno di presentazione del Piano Nazionale Quadro “Italia obiettivo 2035 - Benchmark Macroeconomici per il paese Italia” e del “Piano Nazionale di Ammodernamento Urbanistico - Effetti sullo sviluppo economico e sull'occupazione nel paese Italia”, tenutosi a Milano presso la sala Expo del Klima Hotel - Milano Fiere, promosso dall'Ente di ricerca tecnico-economico-giuridico indipendente e apartitico Unises (Unione Nazionale Imprese per lo Sviluppo Economico Sostenibile) in copromozione con alcuni Ordini e Collegi professionali della Lombardia.

Ad aprire i lavori dell'incontro, patrocinato dalla Regione Lombardia, dalla Provincia, dal Comune e dalla Camera di Commercio di Milano, è stato il Direttore del Settore Innovazione Economica, Smart City e Università del Comune di Milano Renato Galliano. «Nei progetti elaborati da Unises il concetto di sviluppo è analizzato dal punto di vista ambientale, sociale ed istituzionale. Anche il Comune di Milano sta lavorando su diversi livelli, occupandosi di smart cities. C'è affinità nel modo di lavorare e quindi continueremo a collaborare anche nei prossimi mesi con Unises».

In seguito è stata la volta dell'Assessore Provinciale Giuseppe Marzullo, che ha ricordato quanto fatto in questi anni dall'Ente insieme alla Camera di Commercio e alla Regione per contrastare le crisi aziendali. «Nonostante le poche risorse a disposizione, ci siamo impegnati molto per aiutare chi si trovava in difficoltà, come nel caso dell'Innse che dopo un periodo complicato è tornata a camminare sulle proprie gambe. In futuro continueremo a fare la nostra parte ed ho accolto con entusiasmo la proposta di Unises a partecipare perché è fondamentale discutere di questi argomenti per superare la crisi economica del Paese».

La parola è poi andata al Consigliere della Camera di Commercio di Milano Dario Bossi Migliavacca. «Sono quasi 6 milioni le unità immobiliari censite al catasto in Lombardia tra abitazioni, uffici, studi privati, negozi e laboratori artigiani. Dietro a questi dati emerge un tessuto economico e lavorativo di primo piano. Ecco perché questo incontro è importante anche come dibattito sul ruolo del tenitorio e delle sue imprese».

Il convegno è entrato quindi nel vivo con l' illustrazione del Piano Nazionale Quadro “Italia obiettivo 2035 - Benchmark Macroeconomici per il paese Italia” da parte dell'economista di Unises Stefano Baldassini, secondo il quale per permettere all'Italia di uscire dalla crisi sono fondamentali quattro macro riforme strutturali:

l) un ammodernamento dell'assetto istituzionale, ormai obsoleto e con troppa burocrazia;

2) uno snellimento del quadro normativo con oltre 300.000 leggi, che rendono il paese Italia non competitivo rispetto ad altri player europei;

3) l'istituzione di strumenti di pianificazione a medio lungo termine per stimolare l'economia reale su alcuni settori strategici tra i quali l'urbanistica e il manifatturiero.

4) l''istituzione di fondi strutturali dedicati e di una società di scopo sistemica quotata in borsa e partecipata dallo Stato, dalle Banche e con un flottante pari al 49%, in grado di emettere obbligazioni (Italy Bond) con alto rating, in virtù dell'assetto societario sopra indicato, di una govemance dualistica con un Consiglio di Sorveglianza (con esponenti di Banca d'Italia, BCE e FMI) ed un Consiglio di Gestione, nonché, di una particolare garanzia di solvibilità a tutela degli investitori domestici e interazionali, rappresentata da un'imposta di tutela dei fondi strutturali (I.T.F.S.).

Baldassini è poi passato ad illustrare il Piano Nazionale Quadro “Italia Obiettivo 2035”, sottolineando l'esigenza di avviare 100 miliardi l'anno di stimoli per investimenti da parte di operatori economici e famiglie in “capitale fisso” (immobilizzazioni materiali e immateriali) indispensabili per potenziare tutta la struttura economico-produttiva del Paese al fine di renderlo competitivo. Di tali 100 miliardi, 67 saranno da destinare all'ammodernamento urbanistico e 33 ad altri settori (manifatturiero, agricolo, turistico e delle infrastrutture).

Gli effetti di tali stimoli sono stati illustrati sotto il profilo econometrico e comprendono:

- l'occupazione stimolata dal Piano Nazionale Quadro

- il piano di riduzione della pressione fiscale i relativi effetti di stimolo sul Pil ed ancora di stimolo

sull'occupazione

- la sostenibilità del Piano Nazionale Quadro rispetto al rapporto debito privato/Pil

- il fabbisogno e la sostenibilità finanziaria del Piano Nazionale Quadro anche in ragione delle

propensioni al risparmio stimolate

- la crescita della spesa pubblica sanitaria e pensionistica rispetto all'evolutiva della gaussiane della

popolazione residente stimata dall'ISTAT per il 2035

- scenari in assenza di un Piano Nazionale Quadro e di stimoli sull'economia reale.

Infine sono state illustrate le analisi macroeconomiche del “Piano Nazionale di

Ammodernamento Urbanistico” e le stime relative a:

- stimoli ante e post moltiplicatore prodotti sul Pil dal piano nazionale, che prevede 67

miliardi all'anno di appalti edili;

- stimoli prodotti sul Pil dalla filiera finanziaria dei fondi strutturali che sviluppa, in termini di

ricavi correlati al piano nazionale di ammodernamento urbanistico, 2 miliardi di euro nella fase di

start up, per arrivare progressivamente a 60 miliardi di euro nel trentesimo anno.

- stimoli occupazionali pari a circa un milione di nuovi occupati nella fase di start-up e pari a circa 2

milioni entro il primo ciclo trentennale;

- una pianificazione progressiva della riduzione della pressione fiscale aggregata (oneri sociali,

imposte dirette e indirette) dall'attuale 44,34% al 30% entro il macro-ciclo economico in esame;

 

Per centrare l'obiettivo e aiutare l'Italia ad uscire dalla spirale negativa in cui è caduta da ormai diversi anni. Unises a tal proposito seguirà due diversi percorsi:

- il primo, sovrapposto all'art. 7l, comma 1 della Costituzione, consisterà in un approccio continuativo di audizioni presso Commissioni Consiliari Regionali, Conferenza Stato Regioni, Anci Regionali e relativi Sindaci, Commissioni Parlamentari, Commissioni Ministeriali, Governo, ABI e Banca d'Italia.

- il secondo, sovrapposto all'art. 71, comma 2 della presentare progetti di legge da parte dei principali Costituzione, prevede invece la possibilità di stakeholder operatori economici e cittadini,

rispetto al quale Unises sta strutturando un progetto di cooperazione volontaria tra il proprio Centro Studi Tecnico-Economico-Giuridico e Ordini, Collegi professionali, Associazioni di categorie produttive e Associazioni sindacali.

 

Dopo l'audizione dell'economista sono intervenuti alcuni esponenti di Ordini e Collegi

professionali e Associazioni di categorie produttive:

- Giovannella Condò del Consiglio Notarile di Milano, che ha sottolineato I'urgenza di intervenire il prima possibile in maniera unitaria per rilanciare l'Italia.

- il Consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Milano Pietro Traini, secondo il quale i Pianr

di Unises daranno un contributo interdisciplinare importante per uscire dallo stato

d'emergenza in cui verte il Paese;

- il vice presidente vicario Anaci della Provincia di Milano Carlo Cerrini, che ha annunciato di voler sostenere attivamente Unises anche nei prossimi mesi.

 

Già previste altre tappe in Lombardia a settembre, in programma a Varese il 24, a Monza il 25 e a Pavia il 26.

 

 

15/07/2014
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