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Un sincadato per tutti il sindacato di tutti

di Danilo Galvagni

 

Quando, a quattro anni di distanza, abbiamo deciso di fare un nuovo sondaggio per capire qual è la percezione della gente comune, e non solo dei nostri lavoratori, verso il sindacato, qualche timore poteva esserci. Ma è prevalsa la curiosità (non fine a se stessa) di vedere se il battage mediatico che vuole le organizzazioni sindacali in posizione di retroguardia, vecchie e incapaci di misurarsi con i bisogni del presente, sia radicato nell’opinione pubblica, o sia solo una partita nel campo di gioco del partito del Premier, pro tempore, Renzi. Com’è illustrato nella ‘storia di copertina’ chesegue, di fatto, il sindacato confederale tiene, è conosciuto, presente e diffuso, non ci sono sostanziali differenze rispetto al 2010 quando si chiudeva la prima decade del nuovo millennio (ma non gli effetti devastanti della crisi economica). In poche parole rimane salda quella che noi chiamiamo “la rappresentanza ” e c’ è una soglia di desiderio di essere rappresentati che colpisce nuovi mondi, una volta più indi pendenti per natura. Perché è cambiato il mercato del lavoro e un “autonomo” non è il furbetto che evade ma un giovane, una donna, un professionista che da dirigente pubblico ha aperto partita iva, un lavoratore dello spetta colo viaggiante magari scambiato da qualcuno per Rom. Anche questi sono soggetti della ‘rappresentanza’ del sindacato e della Cisl in particolare. Detto questo, preso atto con piacere della conferma del nostro ruolo non possiamo certo dormire sugli allori. I profondi e accelerati cambiamenti degli ultimi anni ci pongono difronte a una società completa mente diversa da quella che sostanzialmente abbiamo rappresentato per oltre 60 anni ed è giusto quindi che si critichi ogni forma retorica del passato applicata al nuovo. Ma la capacità d’inventarsi forme originali di rappresentanza dei nuovi lavori e di promozione dell’occupa zione ci appartiene. Perché abbiamo il dovere di trasmettere, di consegnare alle generazioni future quello che è stato trasmesso a noi. Il gradimento emerso nei confronti dei servizi che eroghiamo è confortante. È l’esempio concreto che il sindacato serve anche se volte si vivono delle contraddizioni: la quantità di pratiche fiscali è proporzionale all’inefficienza e all’ingiustizia del fisco.

Abbiamo lavorato molto su questo versante, anche su una offerta di servizi fuori dal sistema dei contributi pubblici, come nel caso del la mediazione commerciali, civili e familiari, nuovo strumento a disposizione di cittadini e professionisti per risolvere in modo rapido le controversie. La qualità dei servizi, unita alla contrattazione aziendale e alla rappresentanza dei nuovi lavori è il modo concreto per rispondere a chi, in qualche caso non a torto, accusa il sindacato di occuparsi troppo degli interessi di “bottega”.

09/12/2014
Danilo Galvagni, segretario generale Cisl Milano Metropoli
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