SALUTE E SICUREZZA
Infortuni mortali sul lavoro: + 18,6% tra 2014 e 2015

Gerla, Cisl: "Quadro desolante e preoccupante. Occorre più cultura della prevenzione"

Crescono in Italia gli incidenti mortali sul lavoro. A rivelarlo è l’Inail. I dati sono provvisori, ma significativi. Il 2015, dopo un decennio di contrazione del numero delle vittime, segnerà una drammatica inversione di tendenza. Una situazione che non si verificava dal 2006. Le denunce per infortuni mortali sono, infatti, aumentate del 18,6%, passando dagli 833 casi dei primi dieci mesi del 2014 ai 988 del 2015, ben 155  in più. Non solo, lo scorso ottobre i decessi legati al lavoro sono cresciuti del 74% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (da 50 a 87).


“Le cifre fornite dall’Inail – osserva Carlo Gerla, segretario della Cisl Milano Metropoli – offrono un quadro desolante e preoccupante. Occorrono più prevenzione e rispetto delle leggi e delle regole a tutela dell’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori. Il lavoro è parte fondamentale della vita e per la dignità e la realizzazione delle persone e non può diventare strumento di morte. Anche un solo infortunio mortale è una sconfitta per tutti”.


La crescita dei decessi risulta particolarmente grave per quelli avvenuti “in occasione di lavoro”, aumentati di oltre 100 unità (da 628 a 729, +16,1%), a seguito dell’elevata mortalità che in questi ultimi dieci mesi si è registrata nei settori “ad alto rischio”, in particolare i trasporti e le costruzioni. In forte incremento anche gli incidenti “in itinere” (da 205 a 259, +26%).


“Il tema della sicurezza sul lavoro – aggiunge Gerla – va affrontato con ferma determinazione sul versante della cultura, mettendo al centro la prevenzione. La Cisl milanese continuerà ad organizzare seminari (l’ultimo, sulla sorveglianza sanitaria, rivolto agli Rls, si è tenuto la scorsa settimana, ndr.), momenti di formazione e informazione, per contribuire a creare e aumentare la consapevolezza e la coscienza delle lavoratrici e dei lavoratori su questi rischi e problemi”.


Gli Open Data dell’Inail hanno rivelato che l’incremento degli infortuni mortali è stato forte nelle regioni del Centro (+42%) e del Sud (+ 23,5%), mentre risulta inferiore alla media nazionale nel Nord Ovest e nel Nord Est, dove si registrano aumenti rispettivamente dell’11,8% e del 10,4%, e nelle Isole dove il dato, in controtendenza rispetto alle altre aree del Paese, si è mantenuto stazionario. Tra i settori, il confronto tra i due periodi ha evidenziato un lieve calo degli incidenti mortali in agricoltura (-2,9%), una crescita moderata nel commercio (+6,8%), e forti incrementi nei trasporti (+44,8%), nell’industria manifatturiera (+18,9%) e nelle costruzioni (+16,7%).


Va, relativamente, meglio il dato sugli infortuni in generale: le denunce sono calate di circa 26mila unità (dalle 549mila dei primi dieci mesi del 2014 alle 523mila dell’analogo periodo nel 2015), con una flessione del 4,7%, comunque sensibilmente inferiore rispetto a quelle degli anni precedenti. Insomma, non bisogna abbassare la guardia.
 

09/12/2015
Mauro Cereda - mauro.cereda@cisl.it
Twitter Facebook