ELEZIONI COMUNALI
Candidati, attenti alle parole

Gli schieramenti sono più o meno definiti e i candidati sindaco per il Comune di Milano anche. Ci aspettano tre mesi di campagna elettorale dove ci auguriamo verranno presentate visoni della città futura e proposte, anche diverse e contrapposte, ma reali. Speriamo vivamente che  i candidati e le forze politiche che li sostengono, si  astengano dal presentare progetti fantasiosi, all’apparenza suggestivi, ma irrealizzabili. Già c’è stata l’uscita, per di più fatta non da uno qualsiasi ma dall’assessore al Bilancio, dei biglietti dell’Atm gratuiti. Con questi chiari di luna, dove si pensa di andare a prendere i soldi per finanziare operazioni del genere? E poi, siamo proprio convinti che sia una proposta giusta: perché, chi può, non deve pagarsi il biglietto del tram? Diverso è impostare una nuova politica tariffaria (tutte le tariffe che dipendono dal Comune) e fiscale (tutte le imposte che entrano nelle casse di Palazzo Marino) per  le fasce di reddito più basse e i soggetti sociali più deboli. Lo avevamo detto, nella pressochè totale indifferenza, anche nel 2011 quando fu deciso l’aumento del biglietto da 1 a 1,5 euro, ma soprattutto dell’abbonamento. A maggior ragione lo ribadiamo oggi.

 

Per favore, per le nuove proposte, diteci con quali soldi, quali sono le coperture finanziare e se le risorse non ci sono dove intendente andare a prenderle e con quali tempi. Nel frattempo garantiteci che i soldi che spederete saranno spesi beni, esclusivamente nell’interesse pubblico. È vero, è ‘il minimo sindacale’ e proprio per questo per noi sarebbe già qualcosa.

 

Di problemi da risolvere ce ne sono, alcuni sono storici e vanno avanti da tempo; altri sono stati trascurati o affrontati male dalla giunta uscente. La Cisl di Milano presenterà a breve ai candidati sindaco un ‘decalogo’ di cose da fare e le relative proposte di soluzione. Alcuni di questi punti già si possono anticipare:

1) Quando si è insediata la Giunta Pisapia c’erano circa 23mila famiglie alla ricerca di un alloggio; dopo cinque anni sono le stesse se non di più. Evidentemente c’è qualcosa che non funziona e comunque chi cerca un tetto non può aspettare all’infinito. O si parte con la sistemazione e l’assegnazione dei 9500 alloggi comunali sfitti oppure sono solo parole.

2) Le periferie. Anche questa doveva essere una priorità della giunta arcobaleno. Alla fine il degrado, a dire delle stesse associazioni che si occupano del problema, è ancora maggiore così come ancora più profonda è la differenza con il centro abbellito grazie a Expo. Ora con la Città metropolitana le periferie del capoluogo si fondono con quelle dei comuni circostanti e il problema diventa più ampio e complesso.

È solo l’inizio di un nutrito elenco che stiamo compilando: ci attendiamo risposte convincenti dai candidati. Milano non deve riscattarci ma essere più attrattiva, più bella, più visibile e quindi una grande città a livello delle metropoli europee.

 

17/02/2016
Danilo Galvagni - segretario generale Cisl Milano Metropoli
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