GIORGIO PASOTTI NE IL METODO
La commedia entra sul posto di lavoro. E se ne vedono di ogni tipo.

Colloquio di lavoro per la multinazionale Dekia. La messa in scena non è stata mai così aderente alla realtà. Al Manzoni di Milano.

Quanto può essere crudele un ambiente lavorativo? Fino a che punto possiamo permettere alle aziende di applicare gerarchie ingiuste e sottoporci a prove umilianti? La selezione è spietata in tempi di crisi, forse si acuiscono le competizioni anche per questo.

E tutto ciò si racconta e si vede in Il Metodo, la commedia teatrale dell’autore catalano Jordi Galceran incentrata proprio sulla crudeltà che spesso si manifesta nei rapporti di lavoro, pur di ottenere una posizione socialmente rispettata. E se rappresentato a teatro, fin dove arriviamo a crederlo verosimile?

In una sala riunioni asettica, si trovano, per l’ultimo colloquio “congiunto”, quattro candidati ad un incarico di manager per una importante multinazionale. I quattro personaggi si rivelano subito persone ciniche, disposte a tutto pur di ottenere l’unica cosa che per loro davvero conta: il solo posto disponibile. I protagonisti dello spettacolo in scena al teatro Manzoni sono GIORGIO PASOTTI, FIORELLA RUBINO, GIGIO ALBERTI e  ANTONELLO FASSARI. “Essere se stessi – ci ha detto Giorgio Pasotti alla presentazione – alla fine paga sempre. Anche perché nello spettacolo si capisce che alla fine i personaggi non sono come li si percepisce all’inizio. E questo crea dei problemi”.

Ma all’attore che è il sogno proibito di molte donne in Italia, l’onestà è servita anche nella vita? “Certo, sempre, non ho rimpianti. Anzi, se dovessi mettermi in gioco oggi, sarei pronto a sostenere qualsiasi colloquio con la stessa fermezza, integro”.

L’adattamento di Pino Tierno rende vicino a noi una scena che potenzialmente tutti gli spettatori vivono anche in Italia. Tanto che il coinvolgimento del pubblico farà in modo da mettere in condizioni di valutare la reale personalità dei candidati nel colloquio di lavoro. Dov’è la verità e dove la menzogna?

Il regista Lorenzo Lavia dice di aver voluto chiamare lo spettacolo semplicemente “Il Metodo” (titolo originario era Il Metodo Gronholm,) perché “la parola è immediata, ma anche per cercare di astrarre il più possibile ogni riferimento geografico o alla persona, come se questo “Metodo” di giudizio che servirà per scegliere uno dei quattro personaggi per un impiego, fosse anche un “Metodo” archetipo della società. Nella commedia, viene usato il lavoro, come fondamento della nostra società, con tutti i suoi difetti di sessismo, razzismo, odio, menzogna, dove ci si deve velare per potersi svelare e una ipotetica multinazionale che qui diventa un simbolo religioso ed unico, che poi è in fondo il nostro fondamento culturale, quello giudaico cristiano che ci mette al di sotto di ciò che non vediamo”.

 

dal 5 al 25 maggio 2016 Teatro Manzoni, via Manzoni - Milano

Orari: Feriali  ore 20.45 -  Domenica ore 15.30  

            

Biglietti:

Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00

Poltronissima under 26 € 15,00 

05/05/2016
Christian D'Antonio - c.dantonio@jobedi.it
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