2 GIUGNO
Noi donne, una risorsa (trascurata) del Paese

A 70 anni dal primo voto, a una settimana dalle elezioni amministrative e più in generale il peso nella vita familiare e sociale e in quella istituzionale e del 'potere'. 

Noi donne siamo una risorsa importante del Paese, dalla famiglia al sociale, dalla professione alle istituzioni. Siamo in prima linea nell’impegno quotidiano di cura e di lavoro che svolgiamo con dedizione e amore, competenza e serietà. Eppure oggi le donne assurgono agli onori delle prime pagine dei media se sono compiacenti verso i “potenti” e asservite ad un modello mercificato e lesivo dell’identità femminile. Se il presupposto è questo, per le donne italiane si prefigura un futuro difficile, ma questo purtroppo lo stiamo già vedendo e vivendo in questi ultimi anni. Non solo per la crisi economica, di cui pagano, più degli uomini, lo scotto nel mercato del lavoro, ma soprattutto per la strisciante corruzione che aleggia, che gioca sull’apparenza come primo requisito dell’affermarsi, falsificando la valorizzazione dei talenti e tradisce le persone.

Siamo alla vigilia delle elezioni amministrative delle più grandi città italiane, e dovremmo guardare le nostre amministrazioni comunali come allo spazio dove più si dovrebbe iniziare ad agire per cambiare questa mortificante situazione. Per portare avanti uno sviluppo personale e sociale basato sulle pari opportunità e sul merito. Ma è proprio così? Ci sembra di vedere tante piccole figuranti che si agitano sui social, nelle piazze, senza nessuna conoscenza della macchina burocratica, ma spinte dai leader politici che, in nome della parità, le svilisce. È una realtà sconfortante, non è così che dovrebbero essere inserite nella politica, senza una preparazione politica che parta dal basso. In una fase critica per l’Italia, che vede le donne reali alle prese con l’impoverimento delle famiglie, con le precarietà o la perdita del lavoro, con la riduzione delle risorse pubbliche nell’istruzione, nella formazione e nel welfare la politica si perde in pettegolezzi e chiacchiere da bar. È questo il momento di dare voce alle donne concrete, serie, costruttive; parliamo dei talenti delle donne impegnate in battaglie responsabili per il futuro delle nostre città, a cui interessano soprattutto il futuro dei giovani e delle famiglie.

Il 02 giugno del 1946 le donne italiane hanno esercitato per la prima volta il diritto di voto, contribuendo alla nascita della Repubblica italiana. Un diritto che oggi sembra scontato eppure è stata una conquista difficile. Oggi, 70 anni dopo, i principi costituzionali di uguaglianza, di diritto al lavoro, della dignità della persona appaiono ancora inattuati ed i toni della campagna elettorale in corso ne sono una ennesima dimostrazione. Noi donne, insignite di onorificenze al merito della Repubblica, noi donne impegnate nel sociale, nelle istituzioni, nelle professioni. Noi donne, per tutte le candidate vogliamo che il 02 giugno, Festa della nostra Repubblica, sia un’occasione per riaffermare il ruolo che la Donna ha avuto nella costruzione della Repubblica Italiana.

I tempi sono favorevoli alle donne. Nel mondo di oggi, rispetto al passato, ci sono molte più donne preparate, competenti, in grado di gestire il potere, il denaro e il bene comune. Queste tendenze hanno avuto un’accelerazione negli ultimi 3 decenni. Il numero di donne che occupano seggi in Parlamento sono notevolmente aumentati, vedi I Capi di Stato donna, come pure quelle che occupano alte cariche di governo o posti di responsabilità nelle aziende e nelle università.  

La trasformazione radicale è stata determinata dai milioni di donne che sono entrate a far parte della forza lavoro dal dopoguerra ad oggi, ciò ha contribuito alla crescita dell’economia mondiale più ancora dell’incredibile sviluppo della Cina o dell’India o dell’introduzione delle nuove tecnologie.  Le donne stanno vivendo un periodo di grandi possibilità, anche se ci sono tanti aspetti ancora negativi e contradditori. È tuttora enorme la sperequazione tra salari, opportunità, autorevolezza, accesso all’istruzione, alla salute e nei Paesi più poveri anche al cibo, esistente tra uomini e donne. Infatti in alcuni Paesi al mondo essere donna è molto pericoloso. Le donne sono gli esseri umani coinvolti nel maggior numero di traffici al mondo, e per tante di loro, diventare madre o sposarsi rappresenta affrontare rischi mortali.

Purtroppo ancora oggi atti di violenza sulle donne nel nostro Paese e nel mondo, sono ancora molto, troppo, alti. Spesso in ambito familiare, quasi sempre all’interno di relazioni di coppia. È un fenomeno drammatico che probabilmente nasce dall’incapacità dei partner a relazionarsi, frutto di gravi disturbi del comportamento e della non accettazione dell’autonomia sia economica che personale che le donne hanno acquisito in brevissimo tempo. Dobbiamo lavorare molto in questo senso, non si è fatto ancora abbastanza. L’emancipazione femminile non deve essere vissuta nei rapporti come un ostacolo o una provocazione, ma come risorsa per il mondo, per il nostro Paese e per le famiglie.

02/06/2016
Antonella Orsini
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