CRISI
L'ecatombe occupazionale del mondo del credito

Merlini, First Cisl Lombardia: "I manager che sovrintendono il sistema sono forse inadeguati. Sicuramente privi di fantasia”.

L’indagine condotta per MF-Down Jones dal Centro Studi First Cisl, diretto da Riccardo Colombani, ha evidenziato come la crisi che ha coinvolto Monte Paschi, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, le quattro banche risolute – Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti, Cariferrara – e le tre Casse di risparmio – Carim, CariCesena, Carismi – in fase di integrazione in Credit Agricole Italia, è costata 10.000 posti di lavoro su una popolazione di 40.000 lavoratori oltre a 2,8 miliardi di euro per gestire la questione esuberi (1,2 miliardi messi a budget dalle banche e 1,6 miliardi a carico dello Stato).

“Al costo sociale delle crisi – dichiara Giulio Romani, segretario generale First Cisl – andrebbe aggiunto anche quello indiretto sopportato dalle economie locali a fronte della stretta creditizia e della gestione aggressiva degli Npl determinata dalla loro vendita massiva a società che, in certi casi, operano secondo logiche speculative di breve periodo, due fattori che pesano certamente sulla ripresa economica”.

Una situazione allarmante che denota come la crisi che ha coinvolto tutto il settore finanziario sia stata affrontata dal management esclusivamente sul piano del contenimento del costo del lavoro.

“Per riprendere un’espressione di Romani, che questa estate ha provocato una sterile e strumentale polemica nel mondo sindacale e non solo, si tratta di una ‘ecatombe occupazionale’ – sottolinea Pier Paolo Merlini, segretario generale First Cisl Lombardia. I dati dimostrano come il termine usato sia stato purtroppo aderente alla realtà e premonitore di quanto i manager, che sovrintendono il sistema, siano forse inadeguati. Sicuramente privi di fantasia”.

Comunicazione First Cisl Lombardia

 

06/11/2017
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