LEGALITA'
Il silenzio assordante sulle vittime di mafia

Su Job il Magazine il colloquio con don Luigi Ciotti in occasione dell'anniversario dell'uccisione di Angelo Vassallo, il "sindaco pescatore".

“Il sindaco Pescatore. Angelo Vassallo è esempio di buona politica, un uomo che lottava per tutelare l’ambiente, il mare e favoriva la cultura. Promoveva il senso di legalità. Aveva la capacità di incontrare e parlare alle persone con semplicità e allo stesso tempo aveva il coraggio e il cuore della denuncia di denunciare le cose che non andavano bene. È stato un'esempio di buona politica. Era un uomo con la schiena dritta. Capace di andare controcorrente e la sua persona ci ricorda che il problema più grave non è solo chi fa il male ma anche chi guarda dalla finestra, come spettatore, e non scende giù in cortile, in strada come
protagonista attivo. Angelo era un uomo di cuore che andava al cuore delle cose".
Questo il ricordo di don Luigi Ciotti che prosegue “La prima cosa che ho fatto, appena arrivato, sono andato a dire una preghiera nel luogo dove l’hanno ammazzato, mi sono fermato in silenzio, con il pensiero, la testa e con il cuore. Per chiedere a Dio, veramente, che ci dia e dia una mano per la verità’. Perché solo con la verità si può costruire la Giustizia.
Due mesi fa ero ad Amburgo in Germania, in una scuola, dove i nazisti hanno ammazzato venti bambini, c’era una lapide cos su scritto: “Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani parla… dopo che sei andato via parla”.

"Bisogna alzare la voce. Imparare il coraggio di avere coraggio"

 

Quindi bisogna alzare la voce?
Avevo un amico caro don Tonino che della sua gente diceva: ‘ci sono momenti nella vita dove bisogna alzare la voce quando in molti scelgono
un prudente silenzio’. E noi dobbiamo alzare la voce per chiedere verità e giustizia. Il 75 % dei familiari delle vittime innocenti della violenza mafiosa non conosce la verità o ne conosce solo una piccola parte. Delle stragi avvenute nel dopoguerra in Italia non si conosce la verità, solo di una si conosce la verità la strage della
Loggia di Brescia.

Un silenzio assordante, un silenzio che grida giustizia…
Impegniamoci tutti ad essere cercatori di verità. Certo noi siamo piccoli, siamo molto fragili,ma credo che anche noi possiamo fare la nostra
parte. Dobbiamo cominciare dalle piccole cose, dobbiamo fare la nostra parte quotidianamente.
Una memoria vera che si traduca sempre in responsabilità e impegno, coraggio e umiltà. Che non richiedono atti di eroismo, ma generosità e
responsabilità. Di prendere coscienza che noi siamo e possiamo diventare sempre di più la strada per il cambiamento.Un atto di cui abbiamo
tanto, tanto bisogno.

"Senza la conoscenza della verità non ci può essere giustizia"


Papa Francesco simbolo del cambiamento?
Papa Francesco ha ricordato tre parole che ci devono abbracciare tutti: sfiducia, apatia,nrassegnazione sono i tre demoni che tentano i credenti. Diciamolo per tutti senza alibi, non dobbiamo lasciarci travolgere dalla sfiducia, certo che oggi abbiamo degli scenari intorno a noi che ci lasciano un pò di inquietudine di
preoccupazione Le cose possono cambiare, è possibile ma c’è bisogno di più. Imparare il coraggio di avere più coraggio, cominciando dalle piccole cose.
 

01/06/2018
di Salvatore Ciarlone
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