SANITA' LOMBARDA
Malati cronici: 260mila hanno detto sì alla riforma

I primi numeri  ufficiali  sulla cosiddetta "presa in carico della cronicità". Nel milanese le adesioni sono circa 66 mila. Complessivamente i Piani di assistenza individuale sono  oltre 140 mila. 

Dal 30 gennaio scorso, data di arrivo delle prime lettere, sono 257.998 su 3.057.519 (8,44%) i pazienti cronici che hanno deciso di aderire alla presa in carico secondo il modello offerto dalla Legge 23 di riforma del sistema sanitario regionale. A 140.724 di loro è già stato realizzato il Pai (Piano assistenziale individualizzato). Questo il dato fornito dall'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, durante la conferenza organizzata ieri pomeriggio a Palazzo Lombardia, per illustrare un primo 'focus' sull'attuazione della presa in carico offerta agli oltre 3 milioni di pazienti cronici lombardi.

"Quella che stiamo mettendo in campo - ha sottolineato l'assessore - è una riforma che non ha pari in Italia e in Europa. Stiamo costruendo un modello che ci consentirà di superare quella frammentazione che impedisce il dialogo tra la medicina del territorio e quella ospedaliera e che consentirà l'accompagnamento personalizzato del paziente cronico, che migliorerà la qualità della sua vita. Un sistema che richiederà i tempi necessari per una trasformazione radicale della situazione attuale che certo non possono stimarsi in poche settimane o mesi". "Prima di entrare a regime, come ogni sperimentazione - ha aggiunto - deve essere affinato. Lo stiamo già facendo, mettendo in campo Tavoli di lavoro con i medici di medicina generale, gli Ordini dei medici e le strutture ospedaliere per risolvere alcune criticità, da quelle di tipo informatico a quelle di responsabilità del clinical manager che stila il Piano".

Secondo le statistiche fornite,  il trend di adesione a livello regionale è costante con la sottoscrizione di  circa1.000 Pai al giorno.  Il tempo dei veri bilanci, però, secondo il responsabile al Welfare di Palazzo Lombardia, sarà il prossimo dicembre, quando tutti i pazienti cronici avranno avuto il tempo di valutare se aderire o meno al modello, anche in considerazione dei ritardi nelle spedizioni. Le ultime lettere, infatti, sarebbero arrivate a destinazione solo una ventina di giorni fa.

A questo proposito, Gallera ha precisato: "Le oltre 3 milioni di lettere sono state inviate in tre momenti diversi (1.250.000 per il primo, 600.000 per il secondo e 1.250.000 il terzo) e sono arrivate a casa dei pazienti tra il 30 gennaio e il 15 maggio. Dei 257.998 pazienti che hanno già attivato il percorso di cura, attraverso la sottoscrizione dei Patti di Cura, manifestazioni di interesse in attesa di sottoscrizione (compresi ex Creg con Pai in corso di validità) la stragrande maggioranza, 217.865, si sono rivolti ai medici di medicina generale, che hanno già realizzato 139.347 Pai; hanno scelto le strutture pubbliche e private 40.133, che hanno effettuato 1.377 Pai".

Palazzo Lombardia punta ad un rafforzamento del ruolo dei medici di medicina generale e, più in generale, della medicina del territorio, che secondo il dettato della legge 23, dovrebbero rappresentare il vero 'pilastro' della riforma. "Per questo - ha concluso Gallera -  abbiamo riaperto il dialogo confidando che la loro percentuale di adesione possa raggiungere il 100%". Per raggiungere questo obiettivo, ad oggi assai ambizioso, Regione Lombardia conta molto sulla conclusione dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, in attesa di approvazione, il quale prevede appunto la loro attiva partecipazione, per la presa in carico dei pazienti cronici, in coerenza con le scelte di programmazione regionale.

 

(* in allegato le schede che spiegano nel dettaglio l'adesione alla riforma)

 

06/06/2018
Fabrizio Valenti - fabrizio.valenti@tin.it
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