IL PUNTO
UNA SCOMMESSA DA VINCERE INSIEME

La Franco Tosi seppur ridimensionata e inserita in uno scenario ben differente di quello di 40 anni fa, resta un player quanto mai interessante. E’ un soggetto competitivo e sono convinto che il rapporto con la Presezzi porti vantaggi ad entrambi. Da un lato, c’è una realtà come quella di Burago Molgora che si sa muovere in modo intelligente in un settore strategico qual è quello metallurgico, dall’altro c’è tutto il valore aggiunto che può venire dal nome e dal know how che la Tosi porta con sé. Insomma, la Tosi da questo punto di vista è un modello aziendale difficilmente “clonabile”.

La speranza che l’azienda resti a Legnano è tutt’ora più viva che mai. E prova ne è il fatto che abbiamo lanciato una sfida che la società ha colto. Abbiamo avviato, infatti, la contrattazione integrativa di secondo livello e l’azienda si è detta disponibile a sedersi al tavolo con noi. Qual è allora il tema dei temi? Ovviamente il costo delle aree. Ad oggi c’è una sproporzione tra l’offerta di Presezzi e gli 8 milioni e mezzo di euro che chiede il Commissario del tribunale. Una distanza che tuttavia si potrebbe colmare creando i presupposti perché la Franco Tosi resti lì dove è sempre stata. Già, perché le possibilità per portare a casa commesse di un certo peso in Medio Oriente (Iran) ci sono tutte. E a quel punto la cifra di 8 milioni di euro potrebbe essere coperta senza eccessivi problemi.  E se le cose dovessero andare in modo diverso? “Beh ci perderemmo tutti: Presezzi  non può fare in Brianza  quello che ha mente di fare a Legnano., la città che si ritroverebbe con un buco enorme in pieno centro con rischio quanto mai concreto di dover procedere ad una sanatoria ambientale. In altre parole, una fine simile a quella della Cantoni”.

 

15/10/2018
Christian Gambarelli – segretario generale Fim Cisl Milano Metropoli
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