LAVORO IN REMOTO
Covid e smart working: criticità, bisogni e possibili rischi

La pillola di sostegno psicologico n. 8 a cura della dr.ssa Rosalba Gerli, responsabile dello Sportello dedicato della Cisl di Milano.

Ecco il capitolo 8 delle "pillole" stimolato dal lavoro svolto con un focus group per un progetto con le donne dell'associazione Dimensioni Diverse Onlus e con i pazienti seguiti presso il Servizio Psicologico Disagio Lavorativo, Molestie e Mobbing della Cisl Milano Metropoli.

La rifessione che propongo è circa le criticità rilevate nell'attuazione di quello che molto impropriamente è stato definito per tutto questo tempo dell'emergenza Covid come smart working, ma che di fatto non ne ha le caratteristiche.
tre i punti principali che emergono:
 - la grande fatica, sopratutto per le donne che principalmente si sono fatte carico del lavoro e dei figli in questi mesi 
- la difficoltà di disegnare una linea di demarcazione lavorando da casa in queste condizioni tra tempi di lavoro e tempi di vita
- il timore che l'introduzione del lavoro in remoto ognuno a casa propria possa costiutire un elemento di maggior divisione tra i lavoratori e lasciar spazio all'introduzione dei contratti individuali scalzando quelli collettivi.

Ovviamente introduco anche aspetti positivi e bisogni che andrebbero accolti e rinforzati per trasformare nel giusto strumento e nella giusta misura lo smart working.
 

D.ssa Rosalba Gerli
Psicologa, psicoterapeuta
Responsabile Servizio Psicologico Disagio lavorativo e Mobbing Cisl Milano Metropoli
Tel. 02.20525219 
rosalba.gerli@cisl.it

28/07/2020
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ALLEGATI
Pillola n. 8 Covid e smart working (visto al femminile)
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