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2020
BANCARI - Cambia l'occupazione: ora quadri e dirigenti “pesano" di più. Colombani: "La sfida è la formazione"
02/10/2020

Il processo di ristrutturazione delle banche in corso da anni ha modificato in profondità il perimetro occupazionale del settore e, al suo interno, il peso relativo dei diversi inquadramenti. In particolare cresce la percentuale dei quadri direttivi sul totale della popolazione bancaria. In dieci anni, dal 2008 al 2018, si è passati dal 36,9 al 41,5% (fonte: rapporto sul mercato del lavoro Abi). Il succedersi delle fusioni e delle crisi bancarie ha inciso anche sulla distribuzione geografica. Il numero di quadri direttivi presenti oggi nel Settentrione (Nordovest 43,5%, Nordest 41,2%) è significativamente superiore a quello delle altre aree del Paese (Centro 40,9%, Sud e Isole 39%). A restare stabile è invece la percentuale dei dirigenti. Anche in questo caso, tuttavia, si registrano alcune variazioni nella distribuzione territoriale.

Regioni come Marche (da 1,2 a 0,3%), Veneto (da 1,9 a 1%) e Toscana (da 2,1 a 1,5%), anche a motivo della perdita dei centri direzionali di istituti coinvolti in processi di aggregazione, hanno visto una drastica riduzione della presenza della componente dirigenziale. In generale si può dire che anche qui si replica lo schema della concentrazione al Nord. In Lombardia, non a caso, si è registrata una crescita significativa (da 3,2% a 3,8%). I dati sono contenuti nella presentazione svolta dall’Ufficio studi di First Cisl in occasione della riunione di Dirfirst, la struttura del sindacato dedicata a valorizzare le alte professionalità e i dirigenti. 

Il processo descritto si inserisce in una tendenza di generale invecchiamento della popolazione bancaria (l’età media è passata da 42,5 a 47 anni) , che riguarda anche quadri direttivi (da 46, 2 a 50) e dirigenti (da 49,9 a 52,3). Ciò si spiega con il numero troppo basso delle assunzioni, una deriva che va fermata per consentire che le banche svolgano il loro ruolo al servizio della clientela, nell’interesse del Paese. Gradualmente muta anche la composizione di genere. Nel 2018 le donne inserite nella categoria quadri sono risultate il 31,1% dell'occupazione femminile, erano il 25,4% nel 2008. Aumentano anche le donne dirigenti ( dallo 0,5% allo 0,8%). Una dinamica ancora troppo debole, che First Cisl si impegnerà a rafforzare. Per il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani “le dinamiche dell'occupazione all’interno del settore suggeriscono di adottare politiche sempre più mirate a tutelare quadri e dirigenti nell’esercizio delle loro responsabilità. Fondamentale – aggiunge - sarà investire sulla formazione e sulla riqualificazione professionale. Oggi le banche devono mettere al centro della loro missione il credito, non agendo solo sulla leva delle commissioni. Solo tornando ad esercitare il proprio compito, così come prescrive la Costituzione, le banche si metteranno al servizio del Paese e otterranno risultati in un’ottica di sostenibilità sociale. Ma per far questo avranno bisogno di quadri e dirigenti professionalmente orientati all’esercizio del credito e al servizio di famiglie e imprese. Questo cambiamento migliorerà l’utilità percepita dai lavoratori riguardo alla propria funzione sociale. La tendenza ad aderire in gran numero agli accordi che consentono di uscire volontariamente prima dell’età pensionabile rappresenta un elemento sui cui riflettere. Per questo pensiamo che sia necessaria una profonda revisione della cultura manageriale: il modello fordista basato sul controllo ossessivo – conclude Colombani - deve lasciare il posto ad un modello fondato sulla fiducia”.

 

RECOVERY FUND - Furlan: "Serve un confronto serio con la Presidenza del Consiglio
02/10/2020

“Abbiamo bisogno di aprire un confronto serio con la Presidenza del Consiglio. Occorre una cabina di regia per condividere insieme le priorità per un utilizzo efficace delle risorse del Recovery fund. E non possiamo consentirci di rinunciare ai miliardi rdel Mes per rafforzare anche la nostra sanità pubblica”. Lo ha detto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Non si capisce perché tarda ad arrivare la convocazione da parte del Presidente del Consiglio. Nessuno può farcela da solo. Abbiamo bisogno di unità e di scelte condivise. Non è finito, dopo la manifestazione del 18 settembre scorso, il momento della mobilitazione del sindacato. Dobbiamo creare le condizioni perché ci siano meno diseguaglianze e un pò più giustizia socile. Non possiamo tornare al passato ma dobbiamo costruire le condizioni per un paese migliore, partendo dai valori del lavoro e della dignità delle persona, valori che sono stati accantonati negli ultimi anni. Questa è oggi la missione del sindacato: ridurre le diseguaglienzs sociali, costruire un paese più moderno equo, puntando su innovazione, ricerca, scuola, digitalizzazione, nuove infrastrutture, riduzione del divario nord-sud”.

LEGNO ARREDAMENTO INDUSTRIA - Trovata intesa per rinnovo contratto nazionale
21/10/2020

FENEAL FILCA FILLEA NAZIONALI, con la loro delegazione trattante, nella tarda serata del 19 ottobre 2020, hanno raggiunto una ipotesi di accordo con la delegazione delle controparti guidata da Federlegno.
L’ipotesi di intesa per la firma del CCNL LEGNO ARREDO INDUSTRIA, scaduto il 31 marzo 2019, raggiunta dopo una negoziazione durata 18 mesi e portata avanti dal mese di maggio scorso con modalità a distanza, sarà sottoscritta dalle parti entro due giorni, il tempo necessario a completare il testo che sarà sottoposto alla firma dei nazionali.
FENEAL FILCA FILLEA LOMBARDIA esprimono parere positivo per l’intesa trovata, ritirano la dichiarazione di sciopero proclamato per il 23 ottobre prossimo e dichiarano sospese le mobilitazioni in corso.
Nei prossimi giorni, subito dopo la firma dell’ipotesi di rinnovo del CCCNL, saranno resi noti i contenuti dell’intesa e verrà immediatamente avviata una campagna di assemblee informative in tutti i luoghi di lavoro per sottoporla al voto delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.
 

CONTRATTO INDUSTRIA ALIMENTARE - Dal 9 ottobre 4 ore di sciopero anche in Lombardia. Altre 8 ore il 9 novembre
08/10/2020

Da domani 4 ore di sciopero a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare. Oltre al blocco delle flessibilità e straordinari in corso, inoltre, Fai Cisl Flai Cgil e Uila Uil hanno proclamato altre 8 ore di sciopero, con iniziative regionali, per il prossimo 9 novembre. 
Di fronte allo strappo compiuto da undici associazioni datoriali, che si sono rifiutate di firmare il rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare, sono state proclamate mobilitazioni in tutte quelle aziende che non riconoscono il nuovo contratto di lavoro. 
Ribadiamo con fermezza che il contratto Nazionale degli Alimentaristi Industriali è quello siglato la notte del 31 luglio 2020 con Unionfood, Assobirra e Ancit chiediamo pertanto a Federalimentare ed a tutte le organizzazioni datoriali di aderirvi. A darci ragione sono le numerose aziende che, smentendo le proprie associazioni di categoria, hanno già firmato con le organizzazioni sindacali territoriali l’applicazione del CCNL del 31 luglio 2020. Il contratto nazionale c’è e va applicato, per le aziende che non lo faranno la mobilitazione proseguirà fino a quando non verrà riconosciuto il diritto all’applicazione del CCNL appena rinnovato. Le dichiarazioni di Federalimentare che considera quello del 31 luglio 2020 un accordo di settore è priva di fondamento ed ha il solo scopo di giustificare un’incomprensibile presa di posizione che mira dividere il fronte dei lavoratori indebolire il sindacato e negare le importanti conquiste economiche e normative che il nuovo CCNL vuole garantire. 

Fai Cisl Lombardia (Massimiliano Albanese), Flai Cgil Lombardia (Giancarlo Venturini), Uila Uil Lombardia (Maurizio Vezzani)
 

OFFERTE DI LAVORO - Si cercano autisti per Amsa e un verniciatore industriale 
12/10/2020

Impresa strutturata con sede operativa in Agrate Brianza ricerca urgentemente un VERNICIATORE INDUSTRIALE

Si richiede esperienza nella mansione di verniciatore a spruzzo.

Settore operativo: carpenteria metallica pesante.

Retribuzione e tipologia contrattuale: da valutare, in base al profilo del candidato.

Contratto proposto: iniziale contratto a tempo determinato di 2/3 mesi, finalizzato all’inserimento definitivo in azienda.

Ccnl applicato: multiservizi.

Per candidarsi: inviare curriculum e lettera di presentazione a cesil@cesilmilano.it inserendo nell'oggetto il riferimento

Rif. Verniciatore Industriale.

 

Autisti per AMSA

AMSA, società del gruppo A2A operante nel settore della gestione dei servizi di igiene urbana, di raccolta e smaltimento dei rifiuti ricerca AUTISTI muniti di patente C e licenza CQC (l'abilitazione di guida professionale necessaria ai conducenti per il trasporto di merci o persone su strada) per per potenziare le attività di raccolta rifiuti, spazzamento e pulizia del suolo pubblico.

Le principale attività saranno:

- carico e scarico manovrando da bordo i comandi e gli apparati in dotazione ai veicoli utilizzati
- accertamento giornaliero del regolare funzionamento del veicolo
- segnalazione giornaliera delle eventuali disfunzioni nell'espletamento del servizio accertate direttamente o indicate dall'utenza.

Curriculum e lettera di presentazione possono essere inviati con una mail a cesil@cesilmilano.it inserendo nell'oggetto il riferimento: Rif. Autisti patente C.

Cesil Lavoro 
Via Tadino 23 - Milano
Tel. 02 - 20525259

 

SANITA’, CISL MEDICI LOMBARDIA – Bene inserimento maculopatia nei LEA
22/10/2020

Danilo Mazzacane,  segretario generale Cisl Medici Lombardia e segretario della società scientifica Goal (Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi), plaude l’iniziativa formulata il 20 ottobre al Consiglio Regionale Lombardia dal presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia, Emanuele Monti, di presentare la mozione, poi approvata dal Consiglio,   per l’inserimento della maculopatia nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. 
“In tal modo la Giunta si farà portavoce presso il ministero della Salute affinché con l’inserimento della maculopatia nei Lea, sia consentito un facile accesso alle diagnosi precoci ed alle cure - sottolinea Mazzacane -. Degna di nota anche la richiesta alla Regione, da parte della consigliera Antonella Forattini,  di stanziare risorse economiche specifiche da destinare alla diagnosi e cura di coloro che sono affetti della patologia oculare retinica”.
La maculopatia interessa la parte nobile della retina, destinata alla visione distinta centrale. E’ una forma patologica degenerativa ed è causa importante di cecità nei Paesi Occidentali.
Inoltre, la forma umida della patologia retinica invalidante  necessità di una diagnosi precoce al fine di intraprendere un percorso di cura con una sequenza di  iniezioni intravitreali di farmaci specifici.
“Purtroppo - evidenzia il segretario generale della Cisl Medici Lombardia - nel periodo marzo-aprile di emergenza Covid-19 è stato difficile poter assicurare ai pazienti affetti da maculopatia, la continuità terapeutica necessaria. E temiamo che nelle prossime settimane si verificherà la stessa criticità”. “E’ quindi necessario - aggiunge - ricercare da subito soluzioni che possano permettere la continuità terapeutica, come ad esempio l’impiego di apparecchiature utilizzanti il flusso laminare in locali attrezzati e dedicati, in luogo delle sale operatorie non più disponibili a causa dell’emergenza Covid-19”.
La continuità terapeutica per i pazienti affetti da maculopatia è essenziale per assicurare loro il mantenimento della migliore visione possibile, affinché possano avere ancora abilità al lavoro e/o mantenere una condizione di autosufficienza. Il beneficio va a favore non solo dei  pazienti, ma dell’intera comunità che, diversamente, deve provvedere alle necessarie misure di sostegno sociale.
 

SOMMINISTRATI SANITA’ LOMBARDA - Restano lavoratori di serie B. Promesse disattese dalla Regione 
23/10/2020

Eroi quotidiani del lavoro durante la pandemia della primavera scorsa, ed attivi ancor oggi sul fronte Covid. Ci riferiamo alle migliaia di somministrati che, al pari dei dipendenti diretti, continuano a svolgere instancabilmente il proprio dovere all’interno di numerosi presidi lombardi nel ruolo di operatori sanitari. Eppure, con un comportamento evidentemente discriminatorio, ai lavoratori“interinali” non è stato riconosciuto quel trattamento economico integrativo appannaggio invece del personale sanitario assunto dalla pubblica amministrazione dopo i tragici mesi del 2020. Il 24 luglio scorso Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp Lombardia hanno organizzato uno sciopero del comparto dando vita ad un partecipato presidio sotto la sede della Regione. E durante quella mattinata, a due mesi dalla prima richiesta di incontro, una delegazione sindacale composta dai segretari delle tre sigle è stata ricevuta negli uffici dell’assessorato. Due gli impegni presi dalla Regione: inviare entro settembre una lettera di intenti con la quale l’assessore Giulio Gallera avrebbe accolto le ragioni della rivendicazione da parte dei somministrati e fissare una data di incontro con l’assessore stesso per chiudere la partita. “Siamo giunti ormai alla fine di ottobre e tutto tace - spiegano i tre segretari generali lombardi, Guido Fratta (Felsa Cisl Lombardia ), Mario Santini (Nidil Cgil Lombardia) e Marco Fraoni (Uiltemp Lombardia) -.Specie in questa fase di recrudescenza del morbo riteniamo questo comportamento irriguardoso ed offensivo verso i lavoratori che rappresentiamo e che hanno combattuto con estremo coraggio la battaglia al virus. A questo punto facciamo appello al Presidente Fontana ed all’intero consiglio regionale affinché possano prendere al più presto a cuore la questione e garantire il riconoscimento del premio e con esso quella parità di trattamento economico che muove da sempre la nostra azione sindacale. Naturalmente non escludiamo un nuovo stato di agitazione”.

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